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Cisterna (LT). Concerto di Massimiliano Génot, pianoforte

dom 16 nov

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Sala Zuccari di Palazzo Caetani

Palazzo Caetani, Sala Zuccari, ore 17.30 Recital pianistico di Massimiliano Génot, nell'ambito del ciclo "Piano Italiano"

Cisterna (LT). Concerto di Massimiliano Génot, pianoforte
Cisterna (LT). Concerto di Massimiliano Génot, pianoforte

Orario & Sede

16 nov 2025, 17:30

Sala Zuccari di Palazzo Caetani, Via Giosuè Carducci, 04012 Cisterna di Latina LT

Info sull'evento

Recital pianistico di Massimiliano Génot, nell'ambito del ciclo "Piano Italiano"

In collaborazione con l'Associazione Colle Ionci


Programma:

Giuseppe Unia (1818–1871):

Sonata Appassionata in re minore op. 148

  – Allegro

  – Adagio Cantabile

  – Minuetto

  – Finale (Allegro agitato)

 

Carlo Rossaro (1827–1878):

Sonata a Riccardo Wagner (op. postuma)

  – Allegro moderato

  – Adagio non troppo

  – Intermezzo (Allegretto vivace)

  – Allegro agitato

 

Alessandro Longo (1864–1945):

Sonata n. 6 op. 70




Le sonate di Unia e di Rossaro sono state registrate in prima mondiale nel mese di giugno del

2025 nell’ambito del Dottorato di Musica Pianistica Italiana del Conservatorio di Rovigo.



LA TASTIERA DELLA NUOVA ITALIA

Ovvero i capolavori ritrovati del pianoforte italiano:

Le grandi sonate romantiche


Forse a taluni potrà sembrare laudativo parlare di capolavori, ma a chi ha svolto da tempo una paziente ricerca sul repertorio dell’Ottocento strumentale italiano è chiara la sensazione che, in mezzo a tanta produzione corriva, si possano incontrare veri e propri gioielli della letteratura

pianistica. Non diversamente si possono definire brani dai quali traspaiono slancio, poesia ed ottima conoscenza della tecnica compositiva delle forme classico-romantiche provenienti d’Oltralpe. E’ forse venuto il momento di prendere atto che con l’Unità d’ Italia la grande volontà di riscatto e di aggiornamento dei compositori della Nuova Italia, favorito dalle vivaci dinamiche editoriali di Ricordi e Lucca, diede luogo a risultati artistici certamente significativi.

Certo il ricercatore musicale dovrebbe avere la pazienza di indagare le opere anche sul piano sonoro, di suonarle privatamente e pubblicamente in vari contesti, e di non limitarsi ad una semplice lettura analitica a tavolino. Il ricercatore dovrebbe cercare di capire in quali opere la volontà del compositore non si sia limitata a compiacere la sua clientela, e accentrare la sua attenzione su quei brani dove egli si è appellato più al giudizio della Storia, assumendo un rischio di mercato pur di attendere ad un esito corrispondente più alti ideali, come già suggeriva Giuseppe Mazzini nella sua “Filosofia della Musica”, del 1836.

In questo senso la figura di Carlo Rossaro è emblematica dell’artista romantico italiano, di comprovata fede mazziniana, che affida all’arte compiti morali ed educativi. La Sonata “ A Wagner”, del 1876, può essere considerata il testamento spirituale del maestro piemontese, nato a

Crescentino nel 1827. Vincitrice del primo premio al concorso di Firenze intitolato all’ inventore del pianoforte Bartolomeo Cristofori, la sonata rispecchia in modo autobiografico le tappe dell’ artista romantico italiano, il suo tormento e l’ estasi. Da una parte risuona la coscienza di di sentirsi alla guida del rinnovamento spirituale della Nuova Italia e dall’altra il presentimento di poter morire incompresi davanti all’opera incompiuta. E purtroppo il Rossaro morì pochi mesi dopo aver composto questa sonata, pubblicata postuma, e non poté così cogliere i frutti dei suoi importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali.

Anche la “Grande Sonata Appassionata“ di Giuseppe Unia, pianista di corte di Casa Savoia, scritta nel 1863, dimostra pienamente il desiderio di emulazione dei modelli austro-tedeschi, a partire da Beethoven e Schubert, di cui viene utilizzato il Lied “ Aufenthalt” come materiale tematico di partenza. Altri modelli si possono ravvisare nella Wanderer-Fantasie di Schubert, nel virtuosismo degli Studi op. 15 di Stefano Golinelli, al quale la sonata è dedicata, e nelle sonate beethoveniane del primo periodo. A testimonianza della sua importanza, l’ opera è presente nel Catalogo Ricordi 1875 come unica sonata di compositore italiano del periodo postunitario.

La sonata numero 6 op. 70 di Alessandro Longo è un esempio significativo dell’importante contributo culturale che la scuola napoletana diede alla formazione della tradizione pianistica italiana. Seppur scritta nel 1912, rivela tutto il suo debito con il vocabolario dei gesti pianistici

romantici di Schumann e Chopin che il Longo, grande didatta, insegnava quotidianamente a quei pianisti che fecero grande la scuola pianistica napoletana nel mondo. Tuttavia ciò che ci sorprende, e cattura, è una vena melodica fresca, un’ espressività autentica, dove l’ emulazione formale dei modelli linguistici stranieri non comporta la pedissequa imitazione dei suoi correlati psicologici, ma si bagna di una dolce atmosfera partenopea. Inoltre la scrittura pianistica di Longo, saggia come poteva essere quella di un didatta di grande intuito, non affatica mai la mano, ma la invita con naturalezza ad audaci passaggi virtuosistici.

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