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Castelnuovo-Tedesco Mario
Mario Castelnuovo-Tedesco (Firenze, 3 aprile 1895 – Beverly Hills, 17 marzo 1968) fu uno dei più importanti e rappresentativi compositori italiani del Novecento. Autore di una produzione vastissima ed estremamente articolata, si dedicò a quasi tutti i generi musicali, dalla musica orchestrale e cameristica a quella pianistica e vocale, fino a un corpus di opere per chitarra che occupa un posto di assoluto rilievo nella storia dello strumento. Nato in una famiglia di origine ebraica, era figlio di Amedeo e di Noemi Senigaglia; ebbe due fratelli maggiori, Ugo e Guido. Fin dall’infanzia manifestò un precoce talento musicale, coltivato inizialmente in ambito domestico grazie alla madre, pianista dilettante, e al nonno Bruto, grande appassionato di musica. Il padre, inizialmente contrario agli studi musicali, osteggiò questa inclinazione, che il giovane Mario continuò a perseguire con determinazione. Nel 1905 iniziò lo studio sistematico del pianoforte con Edgardo Del Valle de Paz, dapprima privatamente e successivamente presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, dove entrò ufficialmente nel 1907. Parallelamente si avvicinò alla composizione studiando armonia e contrappunto con Gino Modona, quindi con Antonio Scontrino, fino all’incontro decisivo con Ildebrando Pizzetti, figura centrale della cosiddetta Generazione dell’Ottanta. Sotto la guida di Pizzetti, Castelnuovo-Tedesco entrò in contatto con l’ambiente musicale più avanzato dell’epoca, frequentando personalità come Respighi, Malipiero, Alfano e Casella. Nel 1914 conseguì il diploma in pianoforte e nel 1918 quello in composizione, sostenendo gli esami presso il Conservatorio di Parma. La sua formazione fu profondamente segnata dall’influenza dell’impressionismo francese, in particolare di Claude Debussy. Sin dagli esordi, Castelnuovo-Tedesco ottenne ampi consensi come pianista e compositore in Italia e all’estero. Alfredo Casella ne promosse la musica includendola nel repertorio della Società Nazionale di Musica e nel 1922 alcune sue opere furono eseguite a Salisburgo durante il primo festival della International Society for Contemporary Music. Nel 1925 vinse un importante concorso di composizione con La mandragola, rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia. Attivo protagonista della vita culturale fiorentina, affiancò alla composizione una intensa attività saggistica e collaborò con Vittorio Gui alla nascita del Maggio Musicale Fiorentino. Negli anni Trenta consolidò una rete di collaborazioni internazionali di altissimo livello: Arturo Toscanini diresse alcune sue opere con la New York Philharmonic Orchestra; nel 1933 I profeti (Concerto per violino n. 2) fu eseguito con Jascha Heifetz solista, e nel 1935 il Concerto per violoncello con Gregor Piatigorsky. Nel 1932 iniziò inoltre la celebre collaborazione con Andrés Segovia, destinata a rendere Castelnuovo-Tedesco uno dei maggiori compositori per chitarra del Novecento. La promulgazione delle leggi razziali fasciste nel 1938 segnò una brusca cesura nella sua carriera. Privato della possibilità di lavorare in Italia, nel luglio 1939 lasciò il paese con la famiglia e si trasferì negli Stati Uniti grazie all’aiuto di Toscanini, Heifetz e Albert Spalding. Stabilitosi inizialmente a New York, si presentò al pubblico americano come pianista solista eseguendo il proprio Secondo Concerto per pianoforte con la New York Philharmonic diretta da John Barbirolli. Poco dopo si trasferì a Hollywood, dove ottenne un contratto con la Metro-Goldwyn-Mayer e intraprese una fortunata carriera come compositore di musiche per il cinema. Sebbene accreditato ufficialmente per undici colonne sonore, tra il 1940 e il 1971 collaborò, spesso senza menzione nei titoli, a oltre duecento produzioni cinematografiche. Parallelamente proseguì l’attività di compositore “colto” e dal 1946 insegnò composizione al Conservatorio di Los Angeles, formando intere generazioni di musicisti, tra cui Jerry Goldsmith, John Williams, Henry Mancini, André Previn e Nelson Riddle. Nel 1946 ottenne la cittadinanza statunitense, pur mantenendo un legame profondo e costante con l’Italia, dove tornò frequentemente. Nel 1958 vinse il Concorso Campari con l’opera Il mercante di Venezia, rappresentata nel 1961 al Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Franco Capuana. Mario Castelnuovo-Tedesco morì nel 1968 a Beverly Hills. Nel 2000 il suo vastissimo archivio di manoscritti e corrispondenza fu donato dagli eredi alla Library of Congress di Washington, dove costituisce la Mario Castelnuovo-Tedesco Collection.
Catalogo Opere
Op.1 Cielo di settembre
Op.2 Questo fu il carro della morte (Dalla vita di Pier di Cosimo di Giorgio Vasari) per pianoforte
Op.9 Il raggio verde
Op.12 Alghe
Op.13 I naviganti
Op.17 Cipressi
Op.18 La sirenetta e il pesce turchino. Fiaba marina
Op.19 Cantico (per una statuetta di San Bernardino di Niccolò dell'Arca)
Op.21 Vitalba e biancospino: Fiaba silvana
Op.25 Epigrafe per la tomba di Madonna Ilaria del Carretto, scolpita da Jacopo della Quercia, che è in Lucca
Op.30 Alt Wien. Rapsodia viennese
Op.32 Piedigrotta 1924: Rapsodia napoletana per pianoforte
Op.32° Notturno e tarantella da Piedigrotta 1924
Op.33 Le Stagioni
Op.37 Le danze del Re David: Rapsodia ebraica su temi tradizionali
Op.43 Tre corali su melodie ebraiche
Op.44 Tre poemi campestri
Op.46 Concerto in sol per pianoforte e orchestra; Piano Concerto No. 1 in G.
Op.51 Sonata per pianoforte
Op.54 Passatempi: cinque piccoli Walzer
Op.57 B-A-BA: Variazioni sopra un tema infantile
Op.59 Crinoline
Op.63 Fantasia e Fuga sul nome di Ildebrando Pizzetti
Op.65 Media difficoltà: Quattro pezzi per pianoforte
Op.67 2 Film Studies
Op.84 Tre preludi alpestri
Op.86 Onde: 2 studi per pianoforte
Op.92 2° Concerto per pianoforte e orchestra
Op.104 Stars, 4 sketches for piano
Op.123 Candide: Six illustrations pour le roman de Voltaire pour le piano
Op.138 Suite nello stile italiano
Op.141 Evangélion: The story of Jesus, narrated to the children in 28 little piano pieces, four volumes
Op.142 Six Canons
Op.156 Six Pieces in Form of Canons
Op.165 El Encanto:Three California Sketches
Op.170/1 Tango for Piano on the Name of André Previn
Op.170/4 Mirages for Piano on the Name of Gieseking
Op.170/9 Fandango for Piano on the Name of Amparo Iturbi
Op.170/9° Lullaby on the name of Claudia
Op.170/11 Etude on the name of Jacob Gimpel
Op.170/12 Für Erna (instead of "für Elise") Albumblatt für Klavier von Mario (instead of "Ludwig van . . .")
Op.170/13 A Canon for Robin
Op.170/16 A Fandango for Escovado
Op.170/17 Ricercare sul nome di Luigi Dallapiccola
Op.170/19 Duo-Pianism: impromptu for two pianos on the names of Hans and Rosaleen Moldenhauer
Op.170/20 Little March on the name of Scott Harrison Krane
Op.170/22 Slow, with variations on the name of Nicolas Slonimsky
Op.170/26 Leggenda per pianoforte sul nome di Gisella Selden-Goth
Op.170/27 Angelus sul nome di Nino Rota-Rinaldi
Op.170/30 Melodia sul nome di Claudio Sartori
Op.170/31 Prelude and Fugue on the name of Gerhard Albersheim
Op.170/32 Prelude, Aria and Fugue on the name of Hugh Mullins
Op.170/35 Canzonetta on the name of Nick Rossi
Op.178 The Stories of Joseph
Op.187 Sonatina Zoologica
Bibliografia
Discografia

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